Archivio mensile:giugno 2013

Tornati dal mare!

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Caro diario,

siamo tornati. Ci siamo divertiti e ho potuto rilassarmi qualche giorno. La casa sul mare dei nonni del bimbo è semplicemente un sogno, un posto così tranquillo e rilassante, l’ideale per staccare un momento da tutto. E’ proprio vero che quel profumo di acqua salata tipico delle località balneari, il sole e i nonni portano sempre il buon umore. Il bimbo a volte faceva capricci ridicoli, altre faceva l’antipatico, però ora che siamo tornati è tutto come prima. Sua nonna è una persona davvero deliziosa, mi sono trovata benissimo e ho mangiato come in un hotel. Mi ha aiutata tanto con il bimbo mentre la mamma lavorava, così ho avuto un po’ di tempo per qualche passeggiata e per prendere un po’ di sole. E’ stata davvero un manna dal cielo dopo tutti i giorni passati con il bambino 24 ore su 24. Non vedo l’ora di ritornarci tra un paio di settimane. C’erano pure tanti negozietti carini in cui ho potuto comprare un po’ di regali per amici e famiglia.

La cosa più divertente è successa quando un giorno, portandolo in spiaggia, ha cominciato a gridare “guarda un squalo! Che grosso! Uno squalo!” e tutti lo guardavano perplessi perchè non capivano se stesse dicendo o meno la verità. Giunti alla spiaggia ha voluto andarsene dopo neanche 10 secondi perchè preso da uno strano stato di agorafobia. Che bimbo strano..

Comunque per ora tutto tranquillo in casa, comincio a non sentirmi più male quando sgrido il nanerottolo e lui comincia ad ascoltare di più; se prima dovevo ripetergli le cose anche venti volte ora ne bastano cinque. Generalmente preferisco che le cose le vengano naturali, come sedersi bene e mangiare senza protestare, ordinare dopo che ha giocato, lavarsi le mani, ecc ecc, quindi mi dà doverlo sgridare così duramente quando fa il testone e non si comporta bene perchè sono cose che dovrebbe fare senza nemmeno pensarci. Purtroppo questo bimbo è un osso duro e fosse per lui vivrebbe di pasta con wurstel e ketchup, senza mai lavarsi. Almeno sta facendo dei passi avanti e se gli trovo da dire si lamenta molto di meno rispetto due settimane fa e non piange quasi più. Spero vada sempre meglio, ora sta giocando con il vicino di casa, il suo coetaneo, e fortunatamente oggi si stanno comportando bene entrambi (meglio che stia zitta, non vorrei fossero le ultime parole famose… xD).

Un saluto a tutti i pellegrini! 🙂

San Telmo, Mallorca

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Litigi tra bambini

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Caro diario,

oggi sono leggermente nel panico e giustamente per una sciocchezza. Il bimbo gioca sempre con il vicino di casa della stessa età e fin qui tutto bene… i problemi arrivano quando vuole giocare con loro anche il fratello di 9 anni! Non è proprio il bambino più simpatico del mondo e fa sempre stare male il mio nanerottolo, anche quando non se lo merita. Lo so che nessuno dei due è un santo e proprio per questo motivo non so come gestire la situazione. Ieri hanno giocato assieme per un’ora e per il resto della giornata il mostriciattolo è rimasto triste e frustrato; mi è salita una tal pena! Non so davvero che potrei fare perchè non so nemmeno quando ha ragione l’uno o l’altro; semplicemente non voglio ritrovarmi il bimbo così giù di morale dopo ogni volta che giocano assieme. Qualcuno saprebbe darmi qualche consiglio a riguardo? Non ero preparata a gestire un bambino, figuriamoci più di uno… Mi sento del tutto disorientata e non so dove battere la testa. Lo so perfettamente che non è un problema così grave, ma io ci tengo, ecco.

Per ora mi limito ad aspettare che la giornata passi il più in fretta possibile, giusto il tempo che torni la madre per poi andare tutti insieme qualche giorno al mare a prendere un po’ di sole e buon umore (che aiuta sempre!).

Un saluto a tutti i pellegrini! 🙂

Quando il lavoro diventa qualcosa di più…

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Caro diario,

non lo credevo possibile, ma è successo: sto cominciando ad affezionarmi a questo mostriciattolo mangia-caccole. Anche se mi fa arrabbiare tutto il giorno, ascolta solo la metà delle cose che dico e pretende di essere al centro dell’attenzione del mondo intero, non posso fare a meno di sorridere quando viene a darmi un bacino, o mi sussurra “te quiero”, o quando la mattina mi viene a svegliare per farsi fare un po’ di coccole nel mio letto. E’ inutile che mi meravigli tanto, dopotutto non sono una persona senza cuore, è del tutto normale affezionarsi alle persone quando ci passi un po’ di tempo assieme, figurarsi vivere con un bimbo di quattro anni! 😉

In realtà non mi sto affezionando solo al bambino, ma anche alla madre. C’è complicità, mi piace che troviamo sempre del tempo per fare i nostri cuscini all’uncinetto e parlare un poco. Mi sento molto vicina a lei e la vedo come un’amica; abbiamo comunque un nanerottolo “in comune”, in un qual senso… xD

Oggi non è stata una giornata magnifica e sfortunatamente ci sono stati molti problemi non solo riguardanti il bimbo, e di cui non voglio assolutamente parlare. Il giorno non è ancora finito e mi è toccato lavorare il triplo del solito; sono stanca, vorrei solo buttarmi a letto e invece ho ancora mille cose da fare e il bimbo da mettere a dormire. Non so dove prenderò la forza necessaria dopo una giornata così, ma devo farcela. Di sicuro non mi sarei mai aspettata niente del genere quando ho deciso di iniziare questa avventura.

Un saluto a tutti i pellegrini! 🙂

Lacrime di coccodrillo

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Caro diario,

oggi il bimbo ha messo alla dura prova i miei nervi, ma alla fine son riuscita a farmi rispettare. Come al solito, tornato da scuola nella pausa pranzo, non voleva mangiare (ma le schifezzuole giustamente sì…) e ha cominciato a fare vari capricci che sono sfociati in una vera e propria presa di posizione: “se tu fai così così e cosà allora mangio, altrimenti non ti ascolto”. Parole sue. A questo punto non potevo più tollerare i capricci e mentre cercavo di tenermi le mani incollate in tasca per non tirargli un bel ceffone, ho provato tutti i metodi di sua madre: la polizia, vari premi, discorsetti, ecc… Risultato? Nada de nada. Non voleva proprio ascoltare, al ché gli ho detto chiaro e tondo, sempre con molta tranquillità, che non mi avrebbe più rivista e me ne sono andata in camera. Ha pianto come mai prima, per una ventina di minuti urlando “mamma!”, “mami!” ed io non ho battuto ciglio. Ho anche capito che non si riferiva direttamente a sua madre, ma era una supplica generica, dato che quando sono uscita un minuto per prendere una cosa nel corridoio ha smesso di piangere per poi ricominciare come un disperato appena mi sono nuovamente rinchiusa in camera.Dopo un po’ si è calmato, è venuto a chiedermi di aiutarlo a pulirsi il naso e dopo di che si è seduto a mangiare tutto allegro e sorridente come se niente fosse. Ebbene, mi sembra abbia capito. Come premio non l’ho fatto andare a scuola nel pomeriggio, tanto è l’ultima settimana di scuola e già domani gli toccherà starci tutto il giorno, mangiando pure alla mensa (cosa che odia). La sera ci ha riprovato a cena con capricci simili, ma appena gli ho detto di ascoltarmi non ha più protestato. Penso che stia cominciando a capire che non sono solo una compagna di giochi, ma anche un’autorità. Sono decisamente soddisfatta! Vittoria!

Un saluto a tutti i pellegrini! 🙂

La Polizia

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Caro diario,

oggi ho pestato i piedi. Il bambino la sera era molto stanco e quindi faceva un sacco di capricci; morale della favola? Ho fatto finta di chiamare la polizia. Me lo ha insegnato sua madre e funziona davvero: mentre “ero al telefono” con il poliziotto il bimbo ha iniziato a mugugnare e dopo neanche un minuto è andato a letto composto e tranquillo. Magia. Storia, massaggio e si è messo a dormire. Perfetto! Sono decisamente soddisfatta che mi abbia ascoltato, mi sento come una cretina perchè dopotutto ha solo quattro anni, però sta volta ho vinto io! AHAHAH 😀

Nonostante la mia rivincita sui suoi capricci mi è rimasto dell’amaro in bocca perchè sinceramente ci stavo molto male quando non mi ascoltava. Non so perchè me la  sono presa così tanto, però ero davvero giù di morale. Per fortuna una telefonata dalla persona giusta risolve sempre tutto e ora mi sento un po’ meglio. Spero con tutto il cuore che questi tre mesi passino il più velocemente possibile perchè mi sento un po’ sola. Le uniche persone che ho incontrato fino adesso sono mamme e un sacco di bambini o ragazzini delle medie; mi sento come se fossi in punizione…

Un saluto a tutti i pellegrini…   :/

Perchè non mi ascolta??

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Caro diario,

giorno 3. Sono davvero frustrata, il bambino oggi ha fatto un sacco di capricci per tornare a scuola nel pomeriggio dopo pranzo. Camminare sotto il sole cocente, con trenta gradi all’ombra (per davvero, qua fa caldissimo), per venti minuti già non aiuta, in più il bambino che cerca di correre via facendo cose sciocche senza ascoltarmi mi ha fatta andare fuori di matto. Ora, io non posso assolutamente nemmeno dargli uno schiaffo o sculacciarlo, gridargli addosso non mi sembra il caso perchè tanto non saprei che dire a parte “Eso no se hace!!” (questo non si fa!), quindi alla fine ho chiamato sua mamma per chiedere aiuto. La chiacchierata madre-figlio al telefono non ha funzionato un gran che, poichè alla fine l’ho preso in braccio per fare l’ultimo pezzo di strada che proprio non voleva fare. Perchè non mi ascoltava quando gli dicevo di farlo? Non capisco davvero come posso impormi su di lui e farmi ascoltare senza usare in alcun modo la violenza. Non dico picchiarlo a sangue, quello è da maniaci, però un colpettino sulla mano o sul sedere, solo per fargli capire che ha sbagliato, non mi sembrano dei metodi così barbari, o invece lo sono? Sarò io che sono decisamente troppo all’antica? Non lo so, so solo che come stanno andando le cose adesso sembra che il bambino le abbia tutte vinte. Forse mi sbaglio, forse no, non so davvero; è tutto così nuovo ed estraneo alla mia vita, al mio modo di pensare, che devo ancora farci l’abitudine.

Mi rendo conto di avere solo vent’anni e con la vita che conduco al momento non potrei mai neanche immaginare di entrare nell’ottica di una madre. A questo punto non posso non pensare a tutte quelle ragazze della mia età con un figlio o più; non è una fantasia, ne conosco un bel po’, principalmente ex compagne di scuola negli Stati Uniti. Per caso scatta qualcosa nella mente di una donna quando scopre di aspettare un bebè? Davvero, qualcuno me lo spieghi per favore perchè non riesco a capacitarmi come una ragazza di neanche vent’anni possa allevare un figlio. Sicuramente è una di quelle cose che si deve provare sulla propria pelle prima di poter parlare e per questo non mi pronuncio a riguardo, anche perchè io al posto loro non credo sarei in grado di educare un figlio come voglio io. Questa esperienza mi sta insegnando decisamente qualcosa. Tanto rispetto a tutte le ragazze-madre là fuori! Dopo la mia avventura da au pair non penso di volere figli per moooooooolto molto tempo. Peace&Love

Un saluto a tutti i pellegrini! 🙂

Diario di una au pair

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In questo periodo non ho aggiornato il blog perchè è subentrata una novità nella mia vita, il mio nuovo lavoro. Recentemente ho accettato un lavoro come ragazza alla pari ed ora eccomi qua, a Palma De Mallorca (per chi non la conoscesse è città principale di Maiorca, una delle isole delle Baleari, Spagna), a passare l’intera estate con un energico bimbo di quattro anni e la sua adorabile mamma.  Spiego in due righe in cosa consiste essere una “ragazza alla pari”, o “au pair” come definizione ufficiale: detto papale papale è vivere presso una famiglia straniera guardando i loro bambini. Ok, magari è una spiegazione molto alla buona, perciò lascio il sito mondiale e ufficiale delle au-pair, dove troverete tutte le informazioni desiderate. http://www.aupair-world.it/index.php/faq/?#au_pair_about

La motivazione principale che mi ha spinta a prendere una decisione simile è l’università. Non mi trovavo più bene, non riuscivo a farmi piacere i corsi e mi sentivo decisamente demoralizzata. Quindi ho deciso di prendere una pausa dalla mia vita per pensare bene a cosa vorrei fare davvero e quale percorso dovrò intraprendere; per non restare comunque con le mani in mano ho voluto trovarmi un lavoro e una serie di eventi decisamente rapidi mi hanno portata qui. Spero di tornare a casa mia, nella mia amata Torino, a Settembre con le idee un po’ più chiare, anche se ora non posso lamentarmi dato il clima magnifico di quest’isola.

Tutta questa overture era per introdurre una nuova rubrica nel mio blog che si intitolerà “Diario di una au pair”, dove lascerò parlare il mio notevole flusso di coscienza riguardo la mia esperienza. Spero possa servire a qualcosa. Naturalmente manterrò una certa segretezza riguardo nomi, indirizzi e altre cose che possano ricondurre alla famiglia, per rispetto nei loro confronti.

Direi di iniziare subito:                                                                                                                                                                                                            13/06/2013

Caro diario,

giorno numero 2. Sono passati neanche due giorni eppure mi sembra un’eternità. Il bambino apparentemente si diverte con me anche se sono molto insicura a riguardo. Non riesco ad impormi su di lui, o meglio, non riesco a farlo nel modo che vorrei io. Ho sempre paura di essere troppo dura con lui e farlo piangere, oppure che se lo sgrido poi dopo non mi darà più quella confidenza che mi sta dando ora. Voglio dire, non sono sua madre, mi vede più come un’amica, una sorella più grande con cui giocare, non capisco se da me si aspetta anche un certo polso o se preferirebbe rimanessi la sua compagna di giochi e basta. Insomma, si vede che non sono abituata a stare con dei bambini così piccoli.

Stranamente non ho problemi riguardo la lingua. Quando ero negli U.S.A. mi sentivo così frustrata quando non riuscivo ad esprimermi  e onestamente passò qualche mese prima che potessi formulare una frase compiuta senza fare errori o suonare un po’ ritardata. Con lo spagnolo invece è tutto diverso, sarà che è così simile all’italiano, però quando il bimbo mi parla riesco a capire tutto il 90% delle volte. Per quanto riguarda parlarlo, lì ci sono dei problemi derivanti soprattutto dal fatto che non conosco molti vocaboli. E’ comunque solo il secondo giorno e mi sento molto positiva se penso al futuro.

Dopo un inaspettato giorno infinito passato tra giochi, bacini, cacca e tanta pazienza, mi ritrovo al pc, alle dieci di sera, totalmente stanca e senza più un briciolo di energia. Lo giuro, non sottovaluterò mai più lavori come baby sitter, au pair, maestra, animatrice e tutti quegli altri mestieri in cui bisogna stare principalmente a contatto con i bambini. Vale, ahora me voy a dormir, esoty muy cansada…

Un saluto a tutti i pellegrini! 🙂